Mondkopf

Guardando indietro ai suoi giorni a Tolosa, Mondkopf stava solo cercando di produrre suoni hip-hop con il suo software dance Ejay. Ogg il 23enne Paul Régimbeau continua a girare intorno al french touch rimanendone tuttavia a debita distanza continuando ad essere riconoscibile per i battiti veloci, le profonde orchestrazioni e l’uso ossessivo dei sintetizzatori. Da una parte la durezza rave è filtrata attraverso i digital music maker e – come da prassi – assume sembianze trance che Pendulum e Deadmau5 conoscono bene (quest’ultimo in particolare si fa sentire in Deadwood e Day Of Anger). Ma c’è anche un risvolto più carismatico, un buio electro che si allontana volentieri lungo tangenti witch appartenenti ad una parentesi ormai chiusa: quelle depressioni funeste di Where The Gods Fall, Sweet Memories e Girls Don’t Cry, che ricalcano i solchi aggressivi e senza mezze misure dei Salem. È lecito pensare che anche questa rimarrà un’evoluzione isolata, ma dopo l’eclettismo a 360° di SebastiAn e l’esperienza ludica di Rival Consoles i tasselli per un possibile nuovo volto nu-rave iniziano ad accumularsi. Per chi pensava non ci fossero più possibilità di mutazione.

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