INTERVISTA AI VISIONQUEST, OSPITI AL FULL MOON DJ FESTIVAL CON ARTIC E MTV CLUBBING

A giugno gli eventi Artic e MTV Clubbing raddoppiano, e dopo Catania arrivano a Jesolo per il Full Moon DJ Festival, giunto alla settima edizione. Come nella migliore tradizione Artic e MTV Clubbing, soltanto grandissimi nomi del clubbing internazionale ad alternarsi in consolle per farvi scatenare e divertire.

Gli headliners dell’edizione 2011 sono i Visionquest, ovvero Seth Troxler, Shaun Reeves e Ryan Crosson, che rappresentano la nuova generazione di Detroit, ma cresciuta a Berlino, figli di una città che da sempre definisce il sound techno.  Per oltre due decenni la città di Detroit in Michigan è stata considerata come la casa e il luogo di nascita della techno. A metà degli anni ottanta, ispirati dalle band elettroniche tedesche quali Kraftwerk, Tangerine Dream, i ‘Bellville Three’ (Juan Atkins, Kevin Saunderson e Derrick May) cominciarono a sperimentare con i loro sintetizzatori e le loro drum machine, stabilendo uno scenario musicale che presto venne chiamato techno. Nei primi anni novanta c’erano i djs afroamericani come Jeff Mills, Rob Hood e Mike Banks, ai quali si unirono dei giovani ragazzi come Richie Hawtin e Dan Bell, introducendo un nuovo genere futuristico: la minimal-techno. Poi fu la volta di Matthew Dear, Ryan Elliott e Magda, i quali contribuirono a esportare in tutto il globo una scena che sarebbe diventata tra le più dominanti di sempre. E mentre tutto questo accadeva leggende dell’house music come Theo Parrish, Kenny Dixon Jr e Aaron Carl stavano dando alla Motorcity quell’emotivo e profondo tocco che solo l’house music può dare.

Dopo tutto questo è il momento di Visionquest, una nuova generezione di giovani e talentuosi producer Detroitiani. Seguendo i loro percorsi e avendo ben chiaro chi e cosa li ha preceduti vanno a definire le personali sonorità. Quattro dj che nell’ultimo decennio sono cresciuti organizzando party e suonando sia a Detroit che in giro per il mondo. La loro attenzione è focalizzata sulla profonda anima della musica elettronica di qualità, guidata dalle emozioni e che si sviluppa a partire dai loro differenti background musicali. Visionquest ha le sue radici nella Motown, seguendo i grandiosi tratti dei precursori Theo Parrish e Moodymann, con la missione di riposizionare, nella mente delle persone, i confini della musica elettronica. Un progetto ambizioso su cui abbiamo voluto indagare, ma ora andiamo a sentire dalle parole dei protagonisti cosa sarà Visionquest. Conosciamoli meglio con l’intervista che hanno rilasciato agli amici di soundwall.it

Ciao ragazzi, benvenuti su Soundwall

In questa intervista vorremmo concentrarci su Visionquest. Prima di parlare del progetto in se, ci piacerebbe sapere qualcosa su di voi e come è nata la vostra intesa musicale.

Seth: il punto di partenza è stato il fatto di crescere tutti a Detroit.

Ryan: …Si, mi presentarono Seth quando lavorava dietro al bancone di Melodies & Memories (un leggendario negozio di dischi in Detroit). Al tempo Seth era ancora un teenager con degli enormi rasta, ma condividevamo già la passione per lo stesso tipo di techno, specialmente per tutto quel materiale proveniente da etichette molto avanti come Perlon, roba che proveniva dall’Europa al tempo.

Shaun: Ho avuto modo di conoscere Seth ad una delle feste che stavo lanciando al tempo. La prima volta che lo incontrai fu ad una mia festa, dovette intrufolarsi di nascosto perchè non aveva l’età per parteciparvi.

Lee: Incontrai Matt Dear quando avevo 23 anni ed è stato come se mi dicesse “è ora di andarsene da Grand Rapids” (dove vivevo al tempo) e raggiungere Detroit, c’era qualcosa che sta accadendo là. Seguii il suo consiglio e ottenni un lavoro da Paxahau, progetto che organizza il Detroit Electronic Music Festival. Lavorando per loro ho avuto modo di incontrare Shaun Reeves, che subito mi presentò Ryan e Seth. Al tempo Seth era un ragazzino rasta di 16 anni che riusciva ad intrufolarsi ad ogni party grazie alle conoscenze che aveva lavorando nel negozio di dischi. Seth si era appena mollato con una ragazza da incubo e aveva bisogno di un posto dove stare, così gli offrì la possibilità di venire a star da me.

Seth: …e così nacque il Tesh Club.

Un’intesa musicale probabilmente non basta per far nascere un progetto, qual’è stata la scintilla che ha dato vita a Visionquest?

Lee: Abbiamo rapidamente raggiunto una profonda intesa musicale e simbioticamente diventammo molto amici. In paricolar modo da quando Seth si trasferì da me.

Seth: Il nostro salto nel vuoto è stato nel seminterrato di Lee, che era noto agli amici come il “Tesh” Club. (Nato dalla pronuncia sbagliata che avevano in Germania della parola Techno in Teshno)

Shaun: Lee e Seth avevano un enorme seminterrato con un grandioso impianto. Molti di noi erano sulla stessa lunghezza d’onda e quindi siamo finiti a ritrovarci su questo concetto per circa quattro mesi passati a ricercare tutta quella roba che veramente ci piaceva, tutta quella roba proveniente dalla Perlon, vecchi dischi house, in sostanza tutta quella musica innovativa a cui eravamo veramente interessati.

Ryan: Questo in effetti diventò il nostro laboratorio per portare la nostra mente verso altri posti. Oggi Visionquest è il nome per ogni coproduzione o remix proveniente da me, Shaun, Seth e Lee oltre ad essere il nome di una nuova etichetta dove rilasciare le nostre produzioni e lanciare il nostro DJing project che avrà un tour quest’estate.

Shaun: Di questi tempi abbiamo iniziato ad usare il termine “Visionquest” da quando la famiglia di Ryan trascorreva le vacanze nelle selvagge terre del nord del Michigan.

Ryan: Noi quattro utilizzavamo questa occasione per far musica, condividere le idee…esplorare la foresta…con gli animali…e intraprendere un viaggio sia fisico che mentale.

Ma cos’è realmente Visionquest?

Shaun: L’idea di Visionquest è un qualcosa che avvenuto durante la nostra evoluzione, la nostra consapevolezza, un qualcosa a cui ci siamo allineati. Ce l’avevano gli egiziani, ce l’avano i Maya e ce l’hanno molte civiltà tribali oggi giorno, esso è come il passaggio verso l’illuminazione spirituale. Alcune tribù lo utilizzano a scopi guaritivi, ma spesso comporta il viaggio di un individuo in un deserto sconosciuto, a digiuno, alla ricerca di una visione o di un segno che lo guidi verso il futuro.

Guardando a voi si nota subito come il vostro background sia vario e completo, collaborazioni con Crosstown Rebels, Spectral Sound, Get Physical, Circus Company, Supplement Facts, Wolf+Lamb, Wagon Repair, Minus e party in location esclusive come il Fabric (Londra), Watergate (Berlino), Tenax (Firenze), Fiesta Privada (Roma), Cocoon (Francoforte) ed il Circoloco (Ibiza). Visionquest si porterà dentro un po’ di tutto questo?

Seth: Per certi versi, naturalmente, traiamo ispirazione dal passato, ma la ragione principale per cui ci siamo uniti nel nostro progetto è il fatto che volevamo sentire molta più musica che non fosse stata rilasciata. Abbiamo tutti dei gusti musicali molto ampi e volevamo un posto dove poter mostrare le nostre idee musicali e far uscire la nostra musica senza limitazioni.

Lee: Siamo stati fortunati ad avere amici che facevano esattamente la musica che pensavamo al mondo mancasse. Ogni release fino a questo momento proviene esattamente da veri amici, che hanno fatto ogni cosa come se fosse un affare di famiglia. Per noi non è classificare o categorizzare la musica, ma è più come pensiamo di poter contribuire a creare del materiale senza confini, con lunghe prospettive, che può creare una profonda connessione con la gente.

Da Detroit a Berlino, la distanza non è breve, anche se musicalmente parlando si parla la stessa lingua. Cosa hanno dato questi due luoghi a Visionquest?

Ryan: Entrambe sono state casa nostra in un momento o nell’altro e entrambe hanno contribuito a formare le nostre prospettive musicali anche se in molti aspetti sono diverse. Nonostante Detroit abbia una grande eredità musicale da generazioni la scena è molto ristretta, con pochi promoter e locali per le feste. Bisogna far un duro lavoro per crear qualcosa a Detroit, per questo molti artisti di successo della città sono volati via dal nido.

Shaun: Berlino d’altra parte nell’ultimo decennio è stata per la musica elettronica quello che Parigi è stata per la moda o quello che Londra e Francoforte sono state per l’attività bancaria. E’ un incredibile ambiente creativo con una scena molto sviluppata che attrae gente da tutto il mondo per vivere, condividere idee e più in generale per ispirarsi l’un l’altro.

Seth: Detto questo penso che ultimamente Berlino sia andata un po’ in ebollizione perdendo un po’ del suo fascino rispetto a città come Londra e Barcellona.

Oltre a voi Visionquest farà emergere anche altri artisti, il vostro EP di lancio infatti sarà targato Benoit & Sergio. Che caratteristiche deve avere un’ artista per rispecchiarsi nel progetto Visionquest? Potete anticiparci qualcosa riguardo all’EP di lancio?

Lee: In questo momento posso dire che Benoit e Sergio stiano facendo la musica più innovativa del mondo. Non potrei essere più emozionato riguardo alla loro prima release su Visionquest, è come se cambiassero le regole del gioco. A mio modesto parere la loro prima release è la musica pià figa che io abbia mai sentito da cinque anni a questa parte in ogni genere.

Ryan: per quanto riguarda cosa occorre per far parte del progetto Visionquest è una buona domanda perchè noi non accettiamo demo o vogliamo creare un posto dove la gente può mandarcele. Non sono un fan di “andare a chiedere alla gente di punto in bianco un po’ di musica”. Gli artisti che faremo uscire li conosciamo tutti personalmente. Li abbiamo incontrati attraverso altra gente oppure siamo amici da tempo. Vogliamo avere degli artisti che si divertano a far quello che fanno e che abbiano musicalmente qualcosa da offrire. Non solo l’uno o solo l’altro. Odierei far uscire musica di una persona e poi rendermi conto che non potrei starci.

Seth: Per esempio, per le nostre prime quattro uscite su Visionquest stiamo puntando su tre Duo e su un artista femminile, i quali sono relativamente nuovi per la scena musicale. Come avete già detto il debutto negli stores sarà dei nostri amici Benoit e Sergio. La seconda uscita è di una band di Montreal chiamata Footprintz di cui siamo davvero entusiasti. La loro musica potrebbe non essere indicatissima per i dancefloor, ma è rafforzata da un incredibile remix di Ewan Pearson.

Shaun: Visionquest 03 sarà della meravigliosa coppia italiana Tale Of Us aka Karm e Matteo. Entrambi sono delle grandi persone, questo si vede nelle loro produzioni, nelle loro performance da dj o nei loro Live. Il loro utilizzo delle voci nei dischi crea un’atmosfera incredibilmente sensuale. La quarta uscita sarà piuttosto speciale, stiamo rilasciando 2-4 brani di un talento sconosciuto di Città Del Messico, Niki Nakazawa.

Avete fatto già molti showcase con il vostro nuovo progetto e il vostro calendario è ancora ancora molto lungo. State riscuotendo il successo che pensavate oppure è stata per voi una sorpresa?

Ryan: Non ne abbiamo fatti molti sotto il nome di Visionquest, ma molti ne devono ancora venire…

Seth: …Il primo l’abbiamo fatto al DC10 il mercoledì sera lo scorso Agosto. Per me è stato uno dei migliori party a cui ho suonato.

Shaun: …Si anche per me. Dopo quello abbiamo fatto un paio di Showcase in Italia e uno al Louche di Leeds, sono tutti stati incredibili.

Ryan: Cominciamo ad inizio Febbraio con il party di lancio della nostra label al Watergate di Berlino, poi saremo al VQ party al Sankeys di Manchester il 12 Febbraio e poi al Tenax di Firenze il 26 Febbraio, a questo seguirà il nostro party di lancio al Fabric di Londra il 5 Marzo.

Lee: Dopo questo avremo un calendario pieno di date che includeranno il BLOC Weekender Festival nel Regno Unito ed il nostro appuntamento fisso al ‘Need I Say More’ Visionquest party al ‘The Old Miami’ in Detroit sul lunedì di DEMF.

Visionquest è un progetto molto giovane ma ha già fatto capire che si tratta di una cosa seria, una vera onda che ha scosso l’Europa. Cosa ne pensate? Cosa ci riserva il futuro di Visionquest?

Lee: Quest’anno lo show live sarà qualcosa di più di una sola performance da dj, con aggiunte di nuove e innovative concezioni. Con il tempo faremo molte più label night costruendo l’esperienza di Visionquest ogni notte, trasformeremo il clubbing e offriremo un divertimento dall’inizio alla fine.

Ryan: Non penso sia super complicato, ma credo serva molto tempo per capire che stiamo tutti sullo stesso pezzo e che si sia creata una forte coesione. Ognuno deve saper prendere qualcosa dagli altri e saper improvvisare, così da avere un’atmosfera naturale nel set.

Seth: Ci piacerebbe aggregare anche altri artisti dell’etichetta per non essere solo io, Ryan, Lee e Shaun a suonare. Se avremo una buona porzione di tempo per lavorarci ci piacerebbe incorporare Benoit e Sergio o anche un vocalist, potrebbe essere un qualcosa di veramente speciale.

Grazie per il tempo concessoci, buona fortuna.

Fonte: www.soundwall.it

Scopri il resto della lineup e i dettagli dell’evento: quì

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